L’Officina Ristorante. La qualità prima di tutto
Provati per voi.
L’Officina Ristorante. La qualità prima di tutto
“La cucina ha due facce: quella di chi la fa e quella del cliente.”
“E la faccia che alla fine conta di più è proprio quella di chi mangia quei manicaretti che a volte noi cuochi facciamo per compiacere noi stessi, dimenticando il risultato finale: il pasto vero e proprio, che è un piatto da assaporare e da mangiare, non un’opera astratta”. Ad esserne convinto è Marco Martinucci, lo chef dell’Officina Ristorante, sorto sulle ceneri dell’ex pizzeria Le Catenelle, nel 2007, e già inserito nella prestigiosa guida Ristoranti d’Italia pubblicata dall’Espresso.
Un ristorante accogliente che si pone un obiettivo tanto banale quanto in realtà difficile da raggiungere: il mangiar bene, non raggiunto attraverso artifici ed elaborazioni, ma partendo dalla base, la materia prima. Tradotto in pratica, quest’assioma significa selezionare alla base i prodotti, puntando alla genuinità e alla freschezza assolute, al gusto prima di tutto, alla materia prima come chiave per arrivare al sapore. In questo senso la cucina è un’opera di svelamento della qualità intrinseca di ciò che si gusta; questa pratica culinaria, però non fa sconti: non “coprendo” con salse ed elaborazioni varie, se il prodotto non è buono il palato se ne accorgerà. Di conseguenza carni, pesci e verdure sono selezionatissimi e il merito del ristoratore va al suo riuscire a garantire un ottimo rapporto qualità/prezzo: all’Officina si spendono circa 40 euro per una cena media (vini esclusi); sicuramente molti, per un’osteria che potrebbe proporre piatti riscaldati e con ingredienti di seconda scelta, pochi invece, se raffrontati alla qualità dei prodotti all’origine, molto costosi, che qui vengono impiegati: carne di ottima qualità, difficilmente trovabile, come alcuni pezzi scelti, dal Piemonte; pesce freschissimo esclusivamente di mare, un po’ da Chioggia e in gran parte in direttissima dalla Sardegna – come il pesce crudo, i crostacei, il S. Pietro, i tonni, i branzini, il pesce spada – imbarcati in aereo la sera stessa del giorno in cui vengono pescati e serviti all’Officina il giorno dopo. Così come sono scelti con cura l’olio – da un frantoio selezionato – le verdure e i formaggi, da fornitori diversi a seconda delle caratteristiche e dell’impiego per cui servirà il prodotto stesso.
Materie prime che lo chef serve con accostamenti semplici, in modo da esaltarne tutta la freschezza e il gusto. “L’elaborazione la tengo per fare il pane, la pasta e i grissini, per far sentire l’artigianalità del nostro ristorante, che, non a caso” spiega Marco Martinucci, “si chiama Officina”.
Marco Martinucci ha trasformato, nei primi anni ’90 insieme ad Angelo Rasi, l’enoteca di riviera Paleocapa in un ristorante a tutti gli effetti, quello che poi è diventato uno dei “posti” più noti di Padova. In seguito, sempre sotto “l’ala” di Rasi, ha lavorato una decina d’anni al Belle Parti. Dopo qualche anno a Milano per perfezionarsi con corsi e stage ha aperto nel 2007 il “suo” locale, in zona Bassanello.L’Officina Ristorante, via Chieti 8, Padova.
Chiuso la domenica – tranne le domeniche di dicembre, aperto a pranzo.
Info: 049 690145 – cell. 328 8068787
Il ristorante è disponibile per pranzi e cene aziendali.
Prezzo medio a persona (vini esclusi): 40 euro.
Menu’ Degustazione (minimo 2 persone): due antipasti, un primo, un secondo, un dolce. Di Carne, 40 euro. Di pesce 48.
Piccola Degustazione: un antipasto, un primo, un dolce. Di pesce 30 euro; di carne 26.
Leggi i menù di natale e capodanno su www.officinaristorante.it
Silvia Pasti
